Sistemi di ventilazione meccanica controllata (VMC): Come migliorano la qualità dell’aria in appartamenti ristrutturati

Nella nostra esperienza di DNA TecnoServizi Srl, esiste un problema ricorrente negli interventi su appartamenti costruiti prima degli anni ’90: gli infissi originali sono vecchi, disperdono calore, e la prima richiesta del committente è quasi sempre la stessa, sostituirli con serramenti nuovi a taglio termico, ad alta efficienza isolante.

Una scelta corretta dal punto di vista energetico. Ma comporta un effetto collaterale che raramente viene considerato in fase di preventivo.

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    Il paradosso delle case “troppo sigillate”

    I vecchi serramenti, per quanto inefficienti dal punto di vista termico, garantivano un ricambio d’aria involontario attraverso micro-infiltrazioni. Un difetto costruttivo che, paradossalmente, svolgeva una funzione igrotermica non trascurabile.

    Con l’installazione di infissi ad alta tenuta, queste infiltrazioni vengono eliminate quasi completamente. Se non si provvede a un corretto ricambio d’aria, mediante l’apertura regolare delle finestre o attraverso un sistema di ventilazione dedicato, il vapore generato dalle normali attività quotidiane — come cucinare, fare la doccia, asciugare il bucato o semplicemente respirare — tende ad accumularsi all’interno dell’abitazione.

    Quando l’umidità incontra superfici particolarmente fredde, può formarsi della condensa. Il fenomeno si concentra soprattutto in corrispondenza dei ponti termici, ovvero nelle zone dell’involucro edilizio in cui la dispersione di calore è maggiore, come angoli, pilastri, travi, contorni delle finestre e raccordi tra pareti e solai. Con il tempo possono quindi comparire muffe negli angoli meno ventilati, dietro gli armadi, in prossimità delle testate dei letti o lungo le pareti perimetrali.

    È una dinamica che in DNA TecnoServizi Srl conosciamo bene, perché siamo stati chiamati a risolverla direttamente in cantiere. In un bilocale situato in un edificio degli anni Settanta, un’altra impresa aveva precedentemente realizzato il cappotto termico e installato nuovi infissi ad alta tenuta. A circa tre mesi dalla conclusione dei lavori, il proprietario ha riscontrato la comparsa di macchie scure sulle pareti della camera da letto e si è rivolto al nostro team.

    A seguito del sopralluogo e delle verifiche tecniche, è emerso un ricambio d’aria insufficiente rispetto alla maggiore tenuta dell’involucro. Noi di DNA TecnoServizi siamo intervenuti integrando un sistema di ventilazione meccanica controllata puntuale, in grado di garantire il ricambio continuo dell’aria senza dover disperdere il calore aprendo frequentemente le finestre. Nelle settimane successive, il controllo dell’umidità interna ha permesso di arrestare la formazione di condensa e di risolvere stabilmente la problematica.

    Cos’è davvero la VMC (e perché non è solo un “aeratore”)

    La ventilazione meccanica controllata non va confusa con un semplice estrattore da bagno. Si tratta di un impianto che gestisce in modo continuo e regolato lo scambio tra aria esausta interna e aria di rinnovo esterna, indipendentemente dall’apertura delle finestre.

    In fase di progettazione,  valutiamo principalmente due categorie di impianto, in base alla configurazione dell’immobile e agli obiettivi dell’intervento:

    • VMC a doppio flusso con recupero di calore: l’aria in uscita cede parte della sua energia termica a quella in entrata, attraverso uno scambiatore. In pratica, ricambi l’aria senza disperdere il calore che hai pagato per produrre. In inverno l’aria fresca entra già preriscaldata.
    • VMC puntuale: unità singole installate stanza per stanza, ideali quando non è possibile canalizzare l’impianto (tipico in ristrutturazioni parziali o in condomini con vincoli strutturali).

    I vantaggi misurabili di un impianto ben progettato

    Al netto degli aspetti tecnici, ecco cosa cambia concretamente nella vita di chi abita l’immobile:

    • Qualità dell’aria interna superiore. In contesti urbani densi, con le finestre chiuse per limitare rumore e traffico, la concentrazione di CO2 e polveri sottili in ambiente interno può superare quella esterna nel giro di poche ore. La VMC garantisce un ricambio costante, riducendo la presenza di allergeni e inquinanti indoor.
    • Eliminazione strutturale di muffa e condensa. È il beneficio più richiesto dai committenti, ed è quello che affronta il problema alla radice invece di intervenire solo sul sintomo con trattamenti antimuffa superficiali.
    • Riduzione dell’inquinamento acustico. Con un impianto di ventilazione meccanica non è più necessario aprire le finestre per arieggiare gli ambienti, un vantaggio significativo per le abitazioni prospicienti su strade trafficate.
    • Efficienza energetica certificata. Nei sistemi a doppio flusso con recupero di calore, l’energia termica recuperata dall’aria in uscita può arrivare fino al 90%, con un impatto diretto sui consumi per il riscaldamento.

    Quando è opportuno prevederla in fase di progetto

    Non è un impianto necessario in ogni scenario, ma diventa un elemento progettuale imprescindibile in presenza di:

    • sostituzione integrale dei serramenti
    • posa di cappotto termico, esterno o interno
    • interventi finalizzati al raggiungimento di classi energetiche elevate (A o B)

    In queste condizioni, DNA TecnoServizi Srl integra sempre la progettazione della ventilazione con quella dell’isolamento termico, perché è questo approccio combinato a distinguere una ristrutturazione tecnicamente solida da un intervento che, entro un anno, rischia di richiedere una nuova opera correttiva per un problema che si poteva prevenire fin dall’inizio.

    Progettare direttamente con l’impresa significa scegliere concretezza

    DNA TecnoServizi Srl progetta e realizza interventi di ristrutturazione che tengono conto della performance energetica e della salubrità degli ambienti nel loro insieme, non solo dell’estetica finale.

    Contattaci: una valutazione preliminare può evitarti sorprese sgradite dopo i lavori.

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